Trasparenza

Dove lavora l’IA dentro cosmetiFULL, e dove lavora una persona

Titolari di marchi beauty, produttori di cosmetici e valutatori della sicurezza: alla fine di questo lavoro ognuno di loro firma qualcosa. Questa pagina dice dove sta l’intelligenza artificiale dentro cosmetiFULL, cosa decide e firma una persona qualificata, e da dove viene ogni regola che il software applica.

Con chi hai a che fare

cosmetiFULL è gestita da Nicodemo & Signa Company Srl, registrata in Romania, registro del commercio J02/809/2003, partita IVA RO15617609. Per l’AI Act europeo il fornitore dei sistemi che vendiamo siamo noi: li costruiamo noi, e gli obblighi che ne derivano sono nostri. Tutti e due i numeri li trovi nel registro del commercio romeno, su myportal.onrc.ro.

Come riconosci una conversazione con l’IA

In LabelCheck la conversazione sul tuo referto è contrassegnata come intelligenza artificiale, e il contrassegno resta al suo posto per tutto lo scambio. Sta vicino alla risposta, dove stai già guardando, così ti basta un’occhiata per sapere che cosa ti sta rispondendo.

Cosa prepara il software, e cosa firma una persona

La relazione sulla sicurezza del prodotto cosmetico la firma un valutatore della sicurezza qualificato. Il regolamento (CE) n. 1223/2009 lo dice in due punti: la qualifica del valutatore all’articolo 10, paragrafo 2, e la firma con la data nell’allegato I, parte B, punto 4. Dietro quella firma c’è il giudizio del valutatore, e quel giudizio resta suo. Quello che scrive il nostro software è materiale di lavoro, e porta scritto sopra che è una bozza. LabelCheck legge l’artwork mentre è ancora su uno schermo e ti riporta ogni punto che chiede attenzione, ciascuno con l’articolo del regolamento che lo stabilisce. Poi decidi tu cosa cambiare, prima di far partire la stampa.

Da dove vengono le regole che il software applica

Ogni regola che il software applica è scritta a partire dal testo di legge ufficiale pubblicato su EUR-Lex, e porta la citazione dell’articolo su cui si regge. Una citazione per regola: quando un referto ti segnala che qualcosa chiede attenzione, ti dice anche quale articolo lo stabilisce, e il testo di quell’articolo è a un clic da lì, su EUR-Lex. Le fonti le ricontrolliamo a cadenza fissa, due volte al mese, e quando una norma cambia aggiorniamo anche la regola, con la data della modifica sulla pagina degli aggiornamenti normativi di LabelCheck. Ogni regola sta in un posto solo, quindi quando si muove si muovono con lei tutte le app che la usano, nello stesso rilascio.

Che fine fa quello che ci mandi

I tuoi documenti restano tuoi. Li usiamo per una cosa sola: produrre il risultato che hai chiesto. I tuoi contenuti restano fuori dall’addestramento dei modelli, e l’esclusione è scritta nel contratto con il fornitore del modello che chiamiamo. Nel tuo account resta il referto, con ogni rilievo e l’articolo che ci sta dietro, e resta lì finché non lo cancelli tu. Quello che alimenta le nostre statistiche sta un piano sopra il contenuto, ed è tutto quello che ne prendiamo: conteggi e categorie, quali tipi di problema di etichettatura ricorrono, quanto sono gravi, in quali mercati e in quali lingue, con l’account ridotto a un codice a senso unico. Teniamo anche la segnalazione che ci scrivi e la schermata che alleghi, così la risposta ti arriva. Per le statistiche ci basiamo sul legittimo interesse, e puoi opporti in qualsiasi momento scrivendoci.

Chi risponde di quello che pubblichiamo

I contenuti regolatori che pubblichiamo li controlla e li approva Claudio Nicodemo in inglese, la versione da cui derivano tutte le altre lingue, e la responsabilità editoriale è della società indicata qui sopra. Il confine fra quello che il software prepara e quello che decide una persona è scritto in questa pagina, e LabelCheck ci si attiene.

Come LabelCheck è classificato nell’AI Act

Nell’AI Act l’alto rischio ha due porte, e LabelCheck sta fuori da tutte e due. Una è l’allegato III, che elenca otto aree: il lavoro regolatorio sui cosmetici non rientra in nessuna delle otto. L’altra è l’articolo 6, paragrafo 1, che pone due condizioni e le vuole soddisfatte entrambe, ciascuna agganciata all’allegato I dell’AI Act. La prima: il sistema deve essere un componente di sicurezza di un prodotto disciplinato dalla normativa di armonizzazione dell’Unione elencata in quell’allegato, oppure essere lui stesso quel prodotto. La seconda: quel prodotto deve passare una valutazione della conformità da parte di terzi secondo la stessa normativa. Il regolamento (CE) n. 1223/2009 nell’allegato I non c’è: nell’AI Act compare soltanto dentro il titolo del regolamento sui dispositivi medici, e la parola cosmetico nel testo non compare mai. Quindi per uno strumento che lavora sui cosmetici questa porta resta chiusa. L’articolo e l’allegato sono pubblici tutti e due, e gli indirizzi li trovi in fondo a questa pagina.

Chiedici quale articolo di legge lo dice

Scrivi a security@cosmetifull.com su qualsiasi punto di questa pagina, compreso il ragionamento sull’AI Act. Nella risposta trovi l’articolo di legge e l’indirizzo del testo ufficiale, così quella norma te la leggi da solo.

security@cosmetifull.com

Linea editoriale

Come scriviamo quello che leggi

Claudio Nicodemo

Anthropic ha detto che i modelli Claude che escono nell’Unione europea dal 2 agosto 2026 porteranno un marchio invisibile nel testo che generano, e che nei prossimi mesi lo stesso marchio arriverà anche sui modelli più vecchi. Il marchio sta nella scelta delle parole, quindi viaggia insieme al testo dovunque il testo finisca, e per leggerlo serve la chiave di Anthropic. È il momento giusto per dire come è scritto questo sito, prima che qualcuno lo chieda.

La versione corta

L’intelligenza artificiale la uso per la prima stesura. Il giudizio resta mio, e ogni pagina inglese di questo sito l’ho letta riga per riga.

Ogni guida, ogni pagina, ogni post qui dentro porta un nome: il mio. Se qui c’è qualcosa di sbagliato, chi ha sbagliato sono io.

Le altre versioni linguistiche le transcrea la macchina a partire dall’inglese, compresa la versione di questa pagina che forse stai leggendo, e i termini di legge li controlla la macchina sulla versione ufficiale del regolamento in quella lingua. Ogni guida tradotta lo dichiara nella riga della firma, con il collegamento all’originale inglese.

La versione lunga, perché i dettagli sono il punto

Il pensiero viene prima, ed è mio. Di cosa parliamo. Da che angolo. Quale norma conta questo mese. Cosa deve sapere un marchio prima di ordinare 5.000 pezzi.

Tutto questo viene da 30 anni nel settore e dalle domande che i clienti mi fanno ogni settimana. Un modello non ha nessuna delle due cose.

La prima bozza spesso la scrive la macchina. Lo dico chiaro, così sai esattamente cosa stai leggendo. Una bozza è una bozza: mette la forma sulla pagina più in fretta, e libera il tempo per la parte che conta.

Poi si controlla, e quasi tutto si riscrive. Le affermazioni regolatorie tornano al testo di legge: regolamento (CE) n. 1223/2009, i suoi allegati, le decisioni della Commissione, nella versione ufficiale della lingua. Quello che un modello ricorda qui non conta niente. Ogni numero che resta sulla pagina si può ricondurre a quel testo.

I controlli girano prima che il sito si possa pubblicare. Ogni volta che questo sito si mette insieme partono 64 controlli automatici. Confrontano i termini regolatori con le versioni ufficiali, le affermazioni sul nostro software con il codice che gira davvero, e ogni collegamento interno con la pagina a cui punta. Una pagina arriva sul sito solo dopo che li ha passati tutti, e questo vale anche nei giorni in cui ho fretta.

Perché lo diciamo comunque

L’articolo 50, paragrafo 4 dell’AI Act chiede a chi pubblica testo generato dall’IA allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico di renderlo noto. Lo stesso paragrafo toglie quell’obbligo quando il contenuto è stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione del contenuto.

La Commissione ha pubblicato la sua lettura di che cosa debba essere quella revisione, in orientamenti adottati il 20 luglio 2026: un esame intenzionale nel merito, condotto da chi ha le competenze per giudicare quel contenuto, con il potere di approvare, modificare o respingere, e come minimo la verifica dei fatti. Un controllo ortografico non basta, e una revisione automatica nemmeno. Quegli orientamenti non sono vincolanti: portano la lettura della Commissione, e su cosa significhi l’articolo decide solo la Corte di giustizia.

Quindi il lavoro l’abbiamo diviso in due. L’inglese è scritto come descrivono quegli orientamenti. Le guide tradotte sono lavoro della macchina, e ognuna lo dichiara nella riga della firma, che è quello che l’articolo chiede quando l’esenzione non vale.

Il motivo è commerciale più che nobile.

Noi vendiamo lavoro regolatorio. Ai marchi diciamo che una dichiarazione senza prove a sostegno espone a un rischio legale. Che un’etichetta non controllata è la strada più corta per un richiamo. Che le carte devono corrispondere al prodotto.

Sarebbe strana un’azienda che dà quel consiglio e poi sulle proprie carte tace.

Cosa vuol dire questo se ci hai trovati tramite un’IA

Forse stai leggendo un riassunto di questa pagina invece della pagina. Va bene così.

Se però un chatbot ti ha detto qualcosa sulla normativa cosmetica citando noi, apri la guida da cui viene. I riferimenti alle fonti li lasciamo nel testo proprio per questo.

Un limite, una concentrazione, una voce di un allegato: ognuna di queste cose porta un numero che puoi andare a controllare. Se un riassunto ti dà la conclusione e il numero lo lascia fuori, vai a cercarti il numero.

Chiedimelo direttamente

Domande su tutto questo, o su una guida in particolare? Scrivi a info@cosmetifull.com e arriva a me.

info@cosmetifull.com